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Tre secoli

Storia del Belvedere: condottiero, imperatore, Trattato di Stato

Il Belvedere non nacque come residenza reale, ma come sede estiva di un eroe di guerra che non si sposò mai e amava la sua biblioteca più di ogni battaglia. Tre secoli dopo, qui fu firmata la libertà dell’Austria.

Inizio lavori
1712Belvedere Inferiore
Completamento
1723Belvedere Superiore
Architetto
HildebrandtJohann Lucas von
Museo dal
1781tra i primi al mondo
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Chi conosce la storia dell’edificio vede un palazzo diverso durante la visita: lo scalone diventa un palcoscenico, la Sala di Marmo un tavolo della politica mondiale, il giardino una dimostrazione barocca di potere.

Il principe Eugenio: il committente

Eugenio di Savoia (1663–1736) fu la storia di successo più improbabile dell’impero asburgico: nato a Parigi, respinto dalla corte francese, passò al servizio austriaco nel 1683 – giusto in tempo per il secondo assedio ottomano di Vienna. Nei decenni seguenti divenne il condottiero più vittorioso d’Europa e uno degli uomini più ricchi del continente.

Investì la sua fortuna in libri, arte e architettura. Fece costruire il Belvedere come residenza estiva fuori dalle mura – non per governare, ma per rappresentare e collezionare. Vi teneva serragli di animali esotici, coltivava piante rare e riceveva gli inviati d’Europa.

Perché «Belvedere»?

Il nome – italiano per «bella vista» – entrò in uso solo dopo la morte di Eugenio. La vista dal Belvedere Superiore sul giardino e su Vienna era celebre già nel Settecento e lo è ancora: Canaletto dipinse da qui la sua famosa veduta della città.

Il doppio palazzo di Hildebrandt

Johann Lucas von Hildebrandt – con Fischer von Erlach il più importante architetto barocco d’Austria – progettò non una residenza singola ma un complesso di due palazzi uniti da un giardino in pendenza.

  • 1712–1716: Belvedere Inferiore – il palazzo residenziale sul Rennweg, con gli appartamenti veri di Eugenio, la Sala di Marmo per i ricevimenti e il Gabinetto Dorato.
  • 1717–1723: Belvedere Superiore – la pura macchina di rappresentanza sul crinale, costruita per le feste. Non vi abitò quasi nessuno.
  • Il giardino – disegnato dal francese Dominique Girard, con cascate, sfingi e un asse visivo che lega i due palazzi al profilo della città.

Quella divisione dei ruoli spiega ciò che i visitatori vedono oggi: sotto le stanze sono intime e abitative; sopra tutto punta all’effetto – fino alla Sala Terrena, la cui volta poggia su quattro atlanti di pietra.

Da residenza del condottiero a galleria imperiale

Eugenio morì nel 1736 senza testamento e senza eredi diretti. La nipote vendette il complesso con l’inventario; nel 1752 l’imperatrice Maria Teresa lo acquisì per la casa d’Asburgo.

La decisione più gravida di conseguenze arrivò sotto il figlio Giuseppe II: nel 1781 la pinacoteca imperiale fu trasferita dalla Stallburg al Belvedere Superiore e aperta al pubblico – facendo del Belvedere uno dei primi musei pubblici del mondo, anni prima del Louvre. L’idea che una collezione principesca appartenga a tutti qui divenne realtà molto presto.

Francesco Ferdinando e Sarajevo

Dal 1899 l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono, risiedette al Belvedere Superiore. Il palazzo divenne il centro politico della sua «officina» – un governo ombra in attesa della successione. Da qui partì nel giugno 1914 per un’ispezione militare in Bosnia; i colpi di Sarajevo contro di lui e la moglie Sofia innescarono la Prima guerra mondiale.

Con la fine della monarchia nel 1918, il Belvedere passò alla giovane repubblica – e divenne museo per sempre.

1955: «L’Austria è libera!»

La Sala di Marmo del Belvedere Superiore, dove nel 1955 fu firmato il Trattato di Stato austriaco

La frase da balcone più famosa della repubblica

Il 15 maggio 1955 i ministri degli esteri delle quattro potenze occupanti e dell’Austria firmarono nella Sala di Marmo il Trattato di Stato austriaco. Pose fine a dieci anni di occupazione e restituì la piena sovranità.

Il ministro Leopold Figl coniò la frase «L’Austria è libera!» – pronunciata in sala, ma ricordata come scena da balcone, quando il trattato fu mostrato alla folla esultante nel giardino. Oggi la Sala di Marmo è parte del normale percorso museale.

Da casa imperiale a museo di Klimt

L’istituzione attuale nacque nel 1903 come «Moderne Galerie» al Belvedere Inferiore – voluta dalla Secessione di Gustav Klimt, con il mandato di mostrare l’arte austriaca nel confronto internazionale. Già nel 1908 acquistò «Il Bacio» direttamente dalla Kunstschau.

  • 1903 – fondazione della Moderne Galerie; tra i primi acquisti Van Gogh e Segantini.
  • 1918–1938 – ampliamento in Österreichische Galerie su tutte le epoche.
  • 1938–1945 – l’epoca nazista: sequestri e vendite forzate segnano la collezione; le restituzioni proseguono ancora oggi – il caso più noto è l’«Adele d’oro», restituita nel 2006.
  • Dopo il 1945 – ricostruzione dei palazzi danneggiati dalla guerra; riapertura nel 1953.
  • 2018 – apertura del Belvedere 21, sede per l’arte contemporanea nell’ex padiglione dell’Expo di Karl Schwanzer.

Storia istituzionale secondo belvedere.at.

Cronologia

AnnoEvento
1663Eugenio di Savoia nasce a Parigi
1683Eugenio entra al servizio austriaco; liberazione di Vienna
1712–1716Costruzione del Belvedere Inferiore (Hildebrandt)
1717–1723Costruzione del Belvedere Superiore
1736Morte di Eugenio; l’erede vende
1752Maria Teresa acquista il complesso
1781La galleria imperiale apre al pubblico
1899–1914Francesco Ferdinando risiede al Belvedere Superiore
1903Fondazione della Moderne Galerie
1908Acquisto de «Il Bacio» di Klimt
1955Firma del Trattato di Stato nella Sala di Marmo
2018Apre il Belvedere 21

Vedere la storia sul posto

La storia è presente lungo tutto il percorso, se sai dove guardare:

  • Sala di Marmo (1º piano) – il Trattato di Stato; l’affresco celebra la gloria di Eugenio.
  • Sala Terrena (pianterreno) – gli atlanti furono inseriti dopo i danni statici del 1732; il barocco incontra l’ingegneria.
  • Scalone d’onore – rilievi con scene delle campagne di Eugenio.
  • L’asse del giardino – dalla terrazza superiore la regia di Hildebrandt si svela: città, giardino e palazzi in un’unica linea.
  • Cappella del palazzo – visibile dal primo piano, con pala di Francesco Solimena.

Come appaiono oggi le sale e che cosa copre il biglietto: gli interni del Belvedere. Il percorso architettonico: Belvedere Superiore.

Domande frequenti

Chi costruì il Palazzo del Belvedere?

Lo commissionò il principe Eugenio di Savoia; l’architetto fu Johann Lucas von Hildebrandt. Il Belvedere Inferiore sorse nel 1712–1716, il Superiore nel 1717–1723.

Un imperatore ha mai abitato al Belvedere?

Il Belvedere non fu mai residenza imperiale. Dopo l’acquisto di Maria Teresa nel 1752 servì soprattutto da galleria. L’erede al trono Francesco Ferdinando vi risiedette dal 1899 – l’abitante più illustre dopo il principe Eugenio.

Che cos’è il Trattato di Stato austriaco e perché fu firmato al Belvedere?

Il Trattato del 1955 pose fine all’occupazione del dopoguerra e restituì all’Austria la sovranità. Fu firmato il 15 maggio 1955 nella Sala di Marmo del Belvedere Superiore – la sala più solenne della repubblica.

Da quanto tempo il Belvedere è un museo?

Dal 1781, quando Giuseppe II aprì al pubblico la pinacoteca imperiale al Belvedere Superiore – uno dei musei pubblici più antichi del mondo.

Da dove viene il nome «Belvedere»?

Dall’italiano: «bella vista». Si riferisce al panorama dal Belvedere Superiore sul giardino e sul centro storico di Vienna, celebre fin dal Settecento.

Che cosa lega Francesco Ferdinando al Belvedere?

L’erede al trono visse al Belvedere Superiore dal 1899 e vi diresse la sua attività politica. Nel 1914 partì per Sarajevo, dove il suo assassinio innescò la Prima guerra mondiale.

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